Nell’orto di mio padre, sovente
di ELIO FIORE
Mostri che ancora ringhiano qua e là
E. Montale
Nell’orto di mio padre, sovente
rincorrevo farfalle, curavo il basilico
e il rosmarino e gustavo gli odori
dei bianchi capperi sul muro. Com’erano
altissime le volte degli Archi Felici!
Mio padre zappava la terra accanto
a una piscina bianca e azzurra di calce.
Le nuvole ubbidivano al cielo, in forme
strane, gigantesche. Ineffabili
scoperte dei segreti delle formiche!
Sulla via Casilina, sull’ampia strada
della mia infanzia, a poco a poco,
si svelavano tutti i giochi tutti i riti.
*
Poi, d’improvviso un attimo
del 19 luglio 1943 tutto scomparve,
e rimasi per dieci ore sotto le macerie,
abbracciato a mia madre. Non lo sapevo
ma ascoltando il suo eterno grido,
fu in quel momento che divenni poeta.
*
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