Apro la finestra del Purgatorio

di ELIO FIORE

Si perdea la sentenza di Sibilla
Dante

 

 

Apro la finestra del Purgatorio,

all’alba. Un gabbiano vola

nell’azzurro della somma luce

che mi incanta.

Ecco, mi dico,

in questa stanza Amedeo

nacque, crebbe ai giochi fanciullo.

Ora con Antonietto dal Cielo

mi guarda. Scendo le scale

e le foglie dei platani sigillano

questa mia eterna fede,

questa pura luce, questo fulgore

della parola che mi guida e mi strazia.

La tua parola alta, Sibilla,

mi accompagna, mentre vedo

sull’Isola il fantasma giallo fiorito

di Ungaretti. È nell’acqua fatale

che vedo scorrere la Giustizia divina,

compiersi nell’incessante miracolo

la mia legge.

*

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